22.05.2008
The Tragical History of Hamlet, Prince of Denmark - Amleto
Scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602, è l'opera shakesperiana, insieme a Romeo&Giulietta più conosciuta e riprodotta. 
Riportarne l'intera trama sarebbe complesso e forse inutile, ma ci provo; siamo in Danimarca, il re è morto e la moglie ne ha sposato il fratello. Veniamo a sapere che che il figlio di Fortebraccio sta riunendo un'armata ai confini della Norvegia, per riprendersi i territori che il padre ha perso in un duello con il defunto re. Inoltre Laerte, figlio del ciambellano Polonio, chiede al re di poter partire alla volta della Francia e questo, assicuratosi che il giovane abbia ricevuto il permesso del padre, glielo permette. Laerte, tornato a casa prima della partenza, nel dare l'addio alla sorella le raccomanda di non credere alle attenzioni che Amleto mostra verso di lei perché, anche se fossero vere, il suo ruolo di principe gli impedirebbe di sposarla. I due sovrani, poi, discutono con Amleto per i suoi costumi luttuosi a due mesi dalla morte del padre, ma questi non ha alcuna intenzione di svestire il lutto. Una volta rimasto solo, si avrà il primo grande monologo, poichè il principe riflette sulla pochezza d'animo della madre che, solo un mese dopo la morte del marito, ha sposato suo fratello.
La vera storia inizia, però, con l'incontro di Amleto lo spettro del padre che gli svela com la moglie e il fratello s’amavano fin da prima della sua morte, e quest’ultimo, desideroso del suo trono, un pomeriggio, vedendolo addormentato in giardino, gli versò nell'orecchio un veleno mortale. Alla fine della tragica storia lo spettro chiede al giovane di vendicarlo, e questo accoglie senza indugiare la richiesta.
Il suo animo sempre più tetro, però, spinge i sovrani prima a chiamare Rosencrantz e Guildenstern, due amici dell'università, affinché indaghino sulla malinconia del principe, e poi a farlo incontrare con Ofelia, cui Polonio aveva impedito gli di incontrare il principe... Amleto, però, la respinge. I due amici allora parlano a lungo con Amleto, e oltre a svelare il motivo della loro venuta, con l'arrivo di una compagnia teatrale tentano di rallegrare l'amico.
Amleto, però, vede nella compagnia teatrale un modo per smascherare la madre e lo zio: insenando un dramma simile a quello accaduto, vuole osservare le reazioni del re. L'idea riesce al meglio: quando infatti c’è la scena dell'avvelenamento, il re esce incollerito dal teatro. Dopo ciò la madre, per placare la collera del re, chiama Amleto in camera sua per indurlo a spiegarsi con lo zio sui motivi della rappresentazione di quel dramma. La regina intanto a colloquio con il re e Polonio stabilisce insieme a questi che quest’ultimo si nasconda nella sua camera, cosicché possa riferire al re le parole di Amleto. Amleto, mentre sfoga la sua collera con la madre, scambia Polonio per il re e lo uccide al grido di "un topo, un topo", ed alla fine porta senza alcun rimorso il corpo con sé per seppellirlo velocemente. Saputo di quest’atto, il re conviene che si deve affrettare la sua partenza per la Gran Bretagna. Ofelia intanto giunge al palazzo in uno stato di completa pazzia perché, essendo venuta a sapere da alcune voci che il padre Polonio è stato ucciso, è stata sopraffatta dal nuovo dolore, aggiuntosi alla delusione amorosa inflittale da Amleto.
Amleto parte, ma decide all'ultimo di non partire. Laerte invece torna, appresa la notizia della morte del padre, e dopo un colloquio con il re, come mezzo di vendetta, decide di sfidare Amleto a duello, ma di smussare la spada dell'avversario, e di intingere in un mortale veleno la propria; inoltre il re si offre di riempire la coppa del vincitore di un altrettanto letale veleno nel caso vinca Amleto.
Nel frattempo Ofelia, ormai pazza, si è suicidata gettandosi in un lago.
Quando Amleto vede il corteo funebre capisce tutto e non può fare a meno di accorrere sulla bara di Ofelia. Laerte, pieno di collera contro di lui, lo riempie d'insulti e lo sfida a duello. Il giorno seguente Amleto viene chiamato nella sala del re per la sfida che sarà al primo sangue. Amleto però prima del duello si riconcilia con Laerte per mezzo di sincere scuse e dimostrazioni di stima.
Inizia il duello, e mentre questo si svolge la Regina chiede da bere; fato vuole che beve dalla coppa di vino avvelenata, mentre i duellanti intanto si scambiano più volte le sciabole cosicché ognuno si ferisce con quella avvelenata. La prima a soccombere è la regina, allora Laerte, pentito di aver escogitato un così ignobile piano, rivela tutto ad Amleto e poi muore. La furia del principe si abbatte allora sul re che è costretto a bere dalla coppa con il veleno, e poco dopo muore. Amleto è in fin di vita quando Orazio gli annuncia che Fortebraccio è appena tornato vittorioso. Vorrebbe uccidersi anche lui, ma Amleto glielo impedisce, dicendogli che qualcuno deve vivere, per poter raccontare la loro storia. Fortebraccio, giunto quindi al castello, sale sul trono in quanto quello con maggiori diritti a reclamarlo, e dispone grandi funerali per il defunto principe.
Tema portante dell'opera è dunque la vendetta, simulata dalla pazzia, ma vi sono molti sotto-temi come il veleno, poichè tutti i personaggi che perdono la vita in scena, muoiono a causa di un veleno; un altro tema rappresentato è quello della donna, che muore sempre fuori scena, come nella maggior parte dei drammi shakespeariani.
Non c’è nella storia della letteratura mondiale un personaggio così centrale, così ricco di sfumature, così complesso e sfuggente. Alla corte di Danimarca il dubbio e l'ambiguità prevalgono. C’è incertezza tra essere e apparire, pensiero e azione. Il giovane principe sembra determinato a compiere la sua vendetta ma continuamente procrastina l'azione; l'esitazione sembra essere la sua malattia.
Ci sono tre versioni di Amleto dai primi anni del 1600 in formato in-folio e in-quarto.
Risale al 1603 la prima versione, conosciuta come il 'cattivo quarto' : questa edizione presenta una narrazione simile a quella chee conosciamo, ma è molto più corta e il linguaggio spesso è molto diverso. Per esempio, nella versione più nota si legge "To be or not to be, that is the question", nel 'cattivo quarto' è scritto "To be or not to be, aye there's the point". Il 'secondo quarto', denominato Q2, fu pubblicato nel 1604, ed è il più lungo testo di Amleto che sia stato pubblicato in quel periodo. La terza edizione fu quella pubblicata nel primo in-folio delle opere complete di Shakespeare. Questo testo è più corto ma contiene anche scene non presenti nel Q2. Le edizioni moderne sono il compromesso tra il Q2 e il testo in-folio.
Semplicemente incommentabile, tanto è unica.
00:04 Scritto da: writerleila in Trame | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: amleto | OKNOtizie |
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21.05.2008
A Midsummer Night's Dream - Sogno di una notte di mezza estate
Probabilmente scritta per il matrimonio tra Sir Thomas Berkeley ed Elizabeth Carey, l'opera risente molto gli influssi classici, soprattutto di Ovidio e Apuleio.
La commedia è formata in realtà da tre storie, con il matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle amazzoni, a fare da cornice e collante.
I protagonisti delle storie si incontrano nel bosco, per le nozze appunto; un gruppo di artigiani vuole mettere in scena la tragedia di Piramo e Tisbe, e si riunisce per le prove. Fra di loro spicca Nick Bottom, il Tessitore, uno dei più apprezzati personaggi comici di W.
Nel bosco sono scappati, nel frattempo, Ermia e Lisandro, e Elena e Demetrio. I due ragazzi sono entrambi innamorati di Ermia, che però ama Lisandro, mentre l'amica Elena è innamorata di Demetrio; a complicare ancora più le cose, il padre di Ermia che vuole darla in sposa a Demetrio. I quattro, nel bosco, però si perdono.
Infine Oberon, re degli elfi, e la moglie Titania regina delle fate; tra i due nasce una disputa a proposito di un servo indiano che Oberon vuole usare come suo paggio. Il re incontra le resistenze di Titania, così decide di punirla e riconquistarla facendole spremere nel sonno sugli occhi il succo del fiore vermiglio di Cupido, che fa innamorare della prima persona che si incontra al risveglio.
Per mettere in atto il suo piano si affida a Puck, e presosi a cuore l'amore non corrisposto di Elena, spinge Puck a spremere il succo anche sugli occhi di Demetrio. Per errore, però, lo spremerà sugli occhi di Lisandro, così al risveglio il ragazzo vede Elena e se ne innamora perdutamente, con grande disappunto di Ermia.
Titania invece vedrà Bottom, cui Puck nel frattempo ha trasformato la testa in asino, e se innamorerà; ma Oberon, realizzata la sua vendetta, accetta di scioglierla dall'incantesimo e Puck risistema la testa del povero Bottom.
Oberon, poi, accortosi dell'errore di Puck, mette del succo sugli occhi di Demetrio, ma così sia Lisandro che Demetrio si contendono l'amore di Elena. Alla fine Puck, su ordine di Oberon, fa scendere una nebbia fatata sul bosco che fa addormentare i quattro ragazzi, quindi utilizza la pozione per far sì che Lisandro ami di nuovo Ermia. Così ora tutto è a posto: Oberon e Titania sono riconciliati, e i quattro giovani sono due coppie.
Nel frattempo i teatranti sono disperati per la scomparsa di Bottom, che aveva il ruolo principale; questo tornerà provvidenzialmente, quando ormai lo spettacolo stava per essere abbandonato, così gli artigiani potranno esibirsi. Lo spettacolo sarà, in realtà, piuttosto comico, ma proprio per questo molto apprezzato.
La dimensione onirica regna incontrastata in quest'opera... amore, magia, arte: ogni elemento tematico si collega al sogno, al punto che delle varie situazioni presentate in quest’opera, quella più realistica e credibile è quella legata alla compagnia degli attori, per antonomasia figli di un mondo di finzioni.
Commedia piacevole e divertente, per ogni genere di lettore.
15:05 Scritto da: writerleila in Trame | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sogno di una notte di mezza estate | OKNOtizie |
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20.05.2008
Hollywood & Will
Da sempre, le opere di W. sono fonte inesauribile di ispirazioni per i registi hollywoodiani...
qui di seguito vi cito alcuni film, più o meno fedeli, ma tutti da vedere...
Amleto è il personaggio più sfruttato, grazie anche alla sua terribile contemporaneetà... Ma Romeo&Giulietta è sempre stato molto amato, oltre che dal cinema, anche dal teatro
La versione più fedele dell'Amleto è di Laurence Olivier (1948), interpretata dallo stesso Olivier, Jane Simmons, Eileen Herlie, Basil Sidney, Peter Cushing. Fedele al testo teatrale, girato a Elsinore in Danimarca, basato su una sceneggiatura di Alan Dent e di Olivier, è decisamente un film imperdibile per gli appassionati di W.
Un Leone d'oro a Venezia e quattro Oscar (migliore pellicola, attore (Olivier), scenografia e costumi) i premi ricevuti...
Al contrario del film di Olivier, che si focalizza soprattutto sull'interiorità del personaggio, l'Amleto di Grigorij Kozincev (1963) si concentra sul contesto storico, sulle guerre per la successione al trono. Amleto è interpretato da un notevole Innokentij Smoktunovskij.
Del 1990 è invece l'Amleto di Franco Zeffirelli... probabilmente il più hollywwodiano di tutti. A Mel Gibson è affidato il ruolo del protagonista, e il cast annovera talenti quali Glenn Close, Alan Bates, Paul Scofield, Helena Bonham-Carter . Da menzionare anche i costumi e le scenografie, dei premi oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
Da ricordare la trasposizione moderna Hamlet 2000, di Almereyda, con Ethan Hawke, Kyle MacLachlan, Diane Venora, ambientato nella NY del nuovo millennio.
Di Zeffirelli è anche il Romeo e Giulietta, fedelissimo e indimenticabile, del '68... non si può non vederlo...
I più ricorderanno poi la versione modernizzata ma non per questo meno fedele di Baz Luhurman con Claire Danes e Leonardo Di Caprio.
La versione più classica dell'Enrico V è sempre di Laurence Olivier del '44, con lo stesso Olivier nel ruolo del re, per un'interpretazione che gli valse un Oscar speciale "per lo straordinario risultato ottenuto come attore, regista e produttore".
E' invece dell'89 la versione di Kenneth Branagh, molto apprezzata da pubblico e critica.
Di Laurende Olivier anche l'Otello del 1965. Il cast è composto da Maggie Smith, Frank Finlay, Derek Jacobi e, ovviamente, dallo stesso Olivier.
Un'altra versione è del 1952 e ha come protagonisti un grande Orson Welles, Suzanne Cloutier e Robert Coote.
Di Orson Welles è anche il Macbeth del '48, con Jeanette Nolan e Roddy Mc Dowell.
Cupo, ma fedele all'originale quello di Roman Polanski, del '71, con John Finch e Francesca Annis.
Tra le commedie sono da ricordare Molto rumore per nulla di Kenneth Branagh, e interpretata da Branagh, Emma Thompson, Denzel Washington, Keanu Reeves e Michael Keaton.
Infine, concludo con il recente (2004) Mercante di Venezia di Michael Radford, interpretato da Jeremy Irons, un grandissimo Al Pacino, Joseph Fiennes e Lynn Collins.
13:35 Scritto da: writerleila in Frasi&Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: cinema film | OKNOtizie |
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Julius Caesar
Scritta intorno al 1599, questa tragedia si inquadra perfettamente nell'Inghilterra preoccupata dal mancato erede della nubile Elisabetta I e dalla possibile guerra civile che sarebbe scoppiata alla morte di questa.... dopo la morte di Cesare, infatti, seguì un terribile periodo di lotte intestine che quasi mise in ginocchio Roma... W. si documentò molto per la stesura di quest'opera ed in particolare si rifà alle "vite parallele" di Plutarco.
Al contrario delle altre tragedie e drammi storici, il cui titolo riprende il nome del protagonista, la vera colonna portante di quest'opera è Bruto, e il suo conflitto psicologico tra l'onore, il partiottismo e l'amicizia...
Sua l'ultima pugnalata a Cesare, suo patrigno... Bruto si divide tra l'amore per quell'uomo, e la lotta contro il rischio che Roma venisse trasformata in una monachia... eterna la frase "Tu quoque, Brute, fili mi!"... a cui W. aggiunge "Allora cadi, o Cesare!"... il dittatore non lotta più, vedendosi tradito anche da quel ragazzo in cui aveva riposto la sua fiducia...
Divisa in cinque atti, Cesare muore nel terzo, a conferma di come in realtà la sua figura e la sua morte siano solo un mezzo per mostrare il ben più elaborato carattere di Bruto.
Il dittatore ha un carattere forse e non teme la morte: è la conclusione necessaria, dice, verrà quando vorrà... E dunque nonostante le previsioni di un indovino e il sogno nefasto dell'adorata moglie, Cesare il giorno delle idi di marzo raggiunge il senato, dove si teneva una seduta... e qui si consuma il dramma: viene circondato dai congiurati e ucciso. Lotta con tutte le sue forse, ma cede davanti alla pugnalata del figlio...
Il giorno dei funerali di Cesare, il popolo romano chiede delle spiegazioni e si fa convincere da Bruto, che afferma di aver ucciso Cesare per il bene di Roma...
Il discorso di Marco Antonio, però, toccante e intenso, mostra al popolo romano l'atrocità dell'atto: chi è stato ucciso non è un tiranno, bensì un uomo che ama Roma e il proprio popolo, tanto da designarli eredi nel proprio testamento...
è la fine... o forse l'inizio...
I congiurati, perseguitati, sono costretti a fuggire e affronteranno Antonio e Ottaviano, l'erede di Cesare, nella pianura di Filippi.
Sconfitti, Bruto e Cassio si uccidono, per non cadere prigionieri...
Nell'ultimo atto, con la sua morte e le parole di Ottaviano, il carattere di Bruto viene sublimato... si uccide, gettandosi sulla spada, dopo che tutti i suoi fedeli compagni si rifiutano di farlo... e Ottaviano, entrato nella sua tenda, rende onore a quell'uomo che di tutti loro fu il Romano di gran lunga il più nobile... il futuro imperatore mostra infatti come, al contrario di tutti i cospiratori, che hanno agito perché invidiosi, il suo gesto e la sua partecipazione alla congiura sono stati mossi da sincera preoccupazione e premura del pubblico bene. -Nobile è stata tutta la sua vita - afferma- e in lui Natura sì armoniosamente aveva mescolato i suoi elementi, da ergersi e proclamare al mondo: “ Questo fu un uomo!”
13:30 Scritto da: writerleila in Trame | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: giulio cesare | OKNOtizie |
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come una stella

13:25 Scritto da: writerleila in Frasi&Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stella polare citazione | OKNOtizie |
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OTELLO
La gelosia, in quest'opera, è il motore e la regina incontrastata..
La narrazione ruota attorno al Moro, Otello, generale della repubblica di Venezia, innamorato di Desdemona tanto da sfidare l'autorità del padre di lei pur di coronare il suo amore, e a Iago, suo alfiere, servitore solo di se stesso e della propria gloria.
Quando Otello consegna, nella campagna contro i Turchi, a Cassio le insegne di luogotenente, Iago, geloso, tenta di farlo cadere in disgrazia, e la sua raffinata intelligenza lo spinge ad unirsi con Roderigo, innamorato rifiutato di Desdemona, che nel corso di una lite tra ubriachi, accusa Cassio di essere l'amante della bella moglie del comandante. Otello, venutone a conoscenza, pur fidandosi di Desdemona, destituisce Cassio, affidando il suo incarico a Iago...
Cassio, però, non si arrende e per rientrare nelle grazie del Moro, spinto da Iago, si rivolge all'unica persona cui non doveva avvicinarsi: Desdemona stessa...
Iago, contemporaneamente, parlando per frasi fatte, con molte reticenze, mai in modo diretto, insinua nella mente di Otello l'idea del tradimento, che prende sempre più corpo grazie alle ingenue insistenti di Desdemona per la riabilitazione di Cassio...
Quando Otello, ormai in preda alla follia, scopre che la moglie non ha più il fazzoletto regalatole molto tempo prima in segno d'amore, e quando Iago afferma di aver visto quello stesso fazzoletto nelle mani di Cassio, impazzisce, e uccide la moglie nel talamo nuziale.
Troppo tardi giungerà la verità, tramite Emilia, moglie di Iago, ma amica di Desdemona.
Otello per il dolore si uccide, Iago viene denunciato e arrestato e Cassio prende il posto del Moro.
W. descrive l'eterno conflitto bene/male, Paradiso/Inferno, ma anche, e soprattutto, la dicotomia Bianco/Nero... Stravolgendola però! Non è più, infatti, l'uomo nero il simbolo del male... benchè Iago ripetutamente accosti il colore della pelle del Moro a situazioni e aggettivi sconvenienti, tutto in Otello è purezza, lealtà, coraggio... mentre Iago, il bianco, è il vero personaggio negativo della vicenda..colui che gioca con le menti dei protagonisti, deviandole, portandole alla follia....
Non si può non conoscere l'Otello di W., ma per quanto numerose e ottime riproduzioni cinematografiche siano state fatte, l'opera scritta, le parole del Bardo, sono incomparabili
13:20 Scritto da: writerleila in Trame | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: otello | OKNOtizie |
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The Taming of the Shrew - La bisbetica domata
LA Bisbetica Domata, è stata scritta nel intorno al 1954 ed è una commedia in 5 atti...
brevemente, è la storia di un uomo ed una donna... o forse sarebbe meglio dire, la storia dell'Uomo e della Donna...
Figlia primogenita di un ricco mercante e sorella maggiore della dolce e delicata Bianca, Caterina ha un carattere scontroso, irritabile e irascibile ed è palesemente astiosa nei confronti del matrimonio.. non vuole, infatti, sottomettersi ad alcun marito e ha capito che l’unica soluzione che possa preservare la sua integrità è di opporsi a ciò che gli altri dicono.
Nel momento in cui si trova costretta, suo malgrado, a fare i conti con il matrimonio e con Petruccio, il suo carattere si mostra in tutta la sua grandiosità...
W. racconta con ironia ma anche con critica le sfaccettature dell'animo femminile....
Bianca, inizialmente permissiva e decisamente più dolce, con il matrimonio si trasforma, mostrandosi in tutta la sua civetteria..
e Caterina... beh... Caterina fa i conti con un marito rude, crudele, che riesce, infine, a piegare la Bisbetica... il suo carattere coraggioso e ostinato e la sottile intelligenza che è propria delle donne l'aiutano a superare il rapporto difficile con Petruccio...di cui, in fondo,è innamorata..
Petrucchio, poi, altri non è che una finzione nella finzione.... è Sly, un povero ubriacone che una compagnia di attori trova di notte per strada e decide di circuire per divertirsi... al risveglio lo convinceranno di essere un ricco nobiluomo chiamato Petrucchio, destinato a sedurre, desideroso di soldi, l'anitpatica Caterina...
e Petrucchio, ormai immerso nella parte, finisce con sublime perfezione col dominare non soltanto la donna, ma la femminilità stessa... e alla fine, sua moglie sarà l'unica a rispondere al suo richiamo e ad obbedire...
Commedia dunque... ma impegnata, come è solito per W.
Malinconia, rassegnazione e felicità precaria offuscano i toni gioiosi propri della commedia...
Caterina infatti rappresenta la critica ad una società rigida e maschilista, in cui la donna, sia libera che coniugata, rimane frustrata e insoddisfatta.
Splendido il contrasto tra Caterina e Petruccio... divertente, profondo... educativo...
Un'opera che non può mancare a chi ama W., ma piacevole anche per chi preferisce una lettura più leggera...
13:10 Scritto da: writerleila in Trame | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la bisbetica domata | OKNOtizie |
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19.05.2008
il mondo..
"considero il mondo per quello che è...
23:30 Scritto da: writerleila in Frasi&Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: citazione | OKNOtizie |
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